Dallo studio scientifico del linguaggio è emersa la capacità dello stesso di modificare la nostra percezione della realtà, il nostro pensiero e persino le azioni che compiamo. Su questi presupposti negli ultimi decenni è stata rivalutata la teoria del relativismo linguistico di Sapir e Whorf.
In questa prospettiva il linguaggio assume una sorta di “potere magico”; non per nulla nelle antiche forme di magia resta forte il potere della parola; la parola in magia è uno strumento antico come il mondo su cui l’antropologia linguistica non ha ancora messo un punto fermo.
Relatori: Dott.ssa Paola Castelli, Dott. Robero Bena
